La coscienza felice dei circoli ARCI. Neoliberismo a tutto gas.

January 20, 2018


10 euro per entrare in un posto dove da bere costa come dalle altre parti. Devi fare la tessera. Entro perchè è il compleanno del mio amico, sennò non ci passavo neanche davanti. Alla fine un mio amico mi da la sua tessera ed entro a sgamo. 10 euro in più a chi guadagna milioni senza pagare le tasse mi facevano davvero girare le balle.

Giancarlo 2, il locale dei Murazzi a Torino più alternativo, dove la gente dice: “ma cazzo sto posto è proprio per la gente come te”. Me? Boh..io vedo solo fighetti vestiti male. Comunque, andiamo a prendere da bere. Il barista con la sua aria da uomo vissuto (perchè lavora in un posto figo, undeground) mi da un bicchiere di vino riempito fino a 2/3, costo 2 euro e 50. Ma è un bicchiere di plastica piccolo. Visto che siamo in un posto underground pieno di gente underground gli chiedo: “me la fai una junta?” – “No, non posso. Te ne ho già dato più del normale”. Cerco di convincerlo ancora ma non c’è stato verso, il fighetto underground non fa junte. Mi scolo quel vino di merda in due sorsi e gli rimetto il bicchiere sul bancone. Me ne voglio andare ma becco un mio amico dentro e faccio due chiacchiere. Poi alla fine me ne vado. Faccio una passeggiata fino al ponte di corso Regina e torno indietro, sperando che i miei amici escano il prima possibile.

Torno ma fuori non c’è nessuno dei miei, ne vedo uno fra la folla all’esterno che fuma e faccio per entrare ma ho ridato la tessera al mio amico! Cerco di passare lo stesso facendo vedere il timbro ma il buttafuori, con cui avevo avuo da ridire prima per la sua rigidità nel far rispettare le regole, mi fa: “Fammi vedere la tessera”. Faccio finta di cercarla ma non ce l’ho. Vedo che sta chiacchierando con una sua amica e mi sembrano dei compagni. Gli faccio: “ma tu sei un compagno?” – “si ma devi farmi vedere la tessera” – “non ce l’ho la tessera, ma sono un compagno anch’io” – “Va bene ma senza tessera non ti posso fare entrare”. Allora gli ho detto che anche se hai con la tessera li le robe da bere li costano uguale che negli altri posti. Che coi soldi delle tessere lui dovrebbe guadagnare 3000 euro al mese. Lui allora si incazza e mi chiede quanti anni ho, gli ispondo che ne ho abbastanza per capire le inculate dei circoli ARCI. Lui allora mi risponde che grazie alla tessera io sono assicurato e che se mi succede qualcosa dentro al locale posso essere risarcito. Avete capito? Il compagno mi faceva l’elogio dell’assicurazione. L’obbedieneza alle regole, non importa quali esse siano, vanno rispettate, anche se favoriscono gli interessi dei padroni rispetto a quelle del popolo. La sintesi perfetta del Neoliberismo e del piano delle elites di distruggere la Sinistra dall’interno tramutandola da sociale a legalitaria.  Allora gli faccio: “ma tu stai con i compagni o stai coi padroni?” lui si incazza. Prima che la situazione si scaldasse troppo arriva la sua amica da dietro che mi strattona via e inizia a parlarmi. Un’altra comunista col culo degli altri. Mi fa: “dai, parliamo un po’ di comunismo” – “vai, non vedevo l’ora” Chiuso subito il discorso! “No ma tu di qua tu di la…” – “Cara compagna, ma tu e il tuo amico state con me o coi padroni?”. La tipa capisce che con me può continuare fino a domani a fare la gara a chi è più comunista ma non vincerà mai. Allora si ammorbidisce e cerca di intortarmi che il suo amico è uno buono e giusto. E io gli faccio: “sarà anche buono e giusto ma tu e lui siete dei borghesi, state coi padroni e non con me”. Chiariamo un punto, io non sono un rompicazzo, soprattutto con la gente che lavora. In qualsiasi altro locale, dove non si mascherano da comunisti e dove ci sono i buttafuori che non sono comunisti, io me ne andavo e non me ne fregava un cazzo. Non sprecavo un filo di voce. Ma di ste scene nei circoli ARCI ne ho viste altre, di fighetti di merda che fanno i comunisti ma sono più liberisti di Monti e Fornero. E allora ho rotto ancora un po’ le palle.

La tipa (un filo ciucca) continua a menarmela. Gli faccio vedere che non ho una lira in tasca e nel portafoglio, e le chiedo: “chi è il borghese tra me  e voi due?”. Si ammorbidisce un po’. Sembra che possiamo intenderci da li a poco. Mi fa: “Senti vuoi una birra? Te la vado a prendere” – “Magari compagna, grazie”. E qui sta la cosa davvero incredibile, che dovrebbe far riflettere tutti quelli di sinistra, fuori dal mainstream, che possono comprendere questo articolo. Mi fa: “Ma i soldi ce li hai?”. Pensavo scherzasse. Le faccio: ” ti ho fatto vedere le tasche..”. Fa una faccia come una che sta perdendo il suo il tempo e torna dentro. Speravo dentro di me uscisse con una birra, ma non si è più rivista.

Io li ho pensato: di fronte al capolavoro politico fatto dalle elites negli ultimi 40 anni, di fronte allo strapotere mediatico e il controllo totale sul pensiero delle masse che hanno perpetrato. Di fronte alla nostra impossibilità di combattere con le loro armi mediatico-finanziarie. Sarebbe davvero sbagliato prendere le armi? Quelle da fuoco?

Fortunatamente, la mi avena sovversiva si è subito placata. Un ragazzo marocchino che era vicino a noi durante la discussione attacca bottone. L’ha incuriosito il fatto che ho detto la parola “borghesi”. Che si vede lui comprendeva molto bene ma non la sentiva più da tanto tempo. Come tutti. Iniziamo a parlare e mi racconta che all’inizio a lui gli piaceva Renzi, sperava fosse uno che poteva far andare bene le cose. Poi gli hanno fatto un contratto coi nuovi termini del Job Act, 600 euro al mese per 5-6 ore per 5 gioni a settimana. 2 settimane, poi tre mesi, poi altri tre mesi, poi a casa. Va in Austria, mi racconta che per tre ore di lavoro al giorno li gli davano 800 euro. E’ dovuto tornare in Italia per questioni legali, di permessi, ecc. Continuiamo la discussione e mi fa: “Eppure ce lavete scritto al primo articolo che l’Italia è fondata sul lavoro!”. Non sto scherzando l’ha detto. Mi brillano gli occhi, lui se ne accorge. Ci abbracciamo. Dice che ci tiene all’Italia, che ha fatto le medie e le superiori qui, e pensa che questo sia un paese con grandi possibilità. Gli ho detto che anche il Marocco avrebbe grandi possibilità. Continuiamo la discussione e mi dice che se tutti i politici, magistrati, funzionari pubblici, ecc, si togliessero anche solo il 10% dello stipendio ci sarebbero i soldi per far ripartire l’economia. Quante volte ho sentito questa frase, e quante volte ho risposto sempre allo stesso modo: “Si, ci sarebbe qualche soldo in più, ma non basterebbe a far ripartire l’economia e dar lavoro a tutti. Per questo serve lo Stato, che intervenga nell’economia stampando moneta e regolando il mercato.” Vedo in lui un aria incuriosita, sembra intendere quello che voglio fargli capire e si vede che vuole saperne di più. Continuo “Però purtroppo oggi l’Italia non lo può fare perchè c’è l’euro, che è una moneta che non possiamo stampare. Con l’euro se vogliamo far lavorare la gente, garantire la sanità, l’istruzione, costruire infrastrutture, dobbiamo chiedere soldi in prestito alla Banca Centrale Europea. Che ci fanno un mutuo come a un cittadino comune che vuole comprarsi la casa.” Ho attirato la sua attenzione. Vi giuro, non mi era mai capitato, tranne che con gli amici stretti con cui sono in sintonia. Mai una volta mai, con decine o forse centinaia di italiani, piccolo-medio borghesi, sono riuscito ad attirare la loro attenzione su questo punto. Il punto che a un compagno come me ha iniziato a far capire che l’Euro e l’Europa non erano cose di Sinistra, ma che erano e sono due strumenti del Liberismo.

Gli ho detto di andare su Youtube e cercare: “paolo barnard euro”, se l’è scritto sul cellulare. Abbiamo continuato la discussione poi sono arrivati i miei amici e di li a poco ci saremmo salutati. Poi però ha voluto anche darmi il suo contatto facebook, così gli mando direttamente il link.

Dopo averlo salutato gli faccio: “Ma tu stai spesso qui? Conosci i tipi di sto posto?” – “No no” – “Quindi se mando affanculo il buttafuori per te non è un problema?”

I pochi borghesi che ci tengono davvero alle idee socialiste sono bestie rare. Servono, ma non bastano.

La Sinistra o è proletaria, o semplicemente non è. Non c’è coscienza infelice che tenga.

 

L’articolo La coscienza felice dei circoli ARCI. Neoliberismo a tutto gas. sembra essere il primo su Vox Populi.



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