REDDITO DI CITTADINANZA O LAVORO VERO?

January 26, 2018


QUANDO SOPRAVVIVERE E’ CONSENTITO

“Reddito  di inclusione: fino a 534 euro”; “reddito di cittadinanza: 780 euro” ; “reddito di dignità: 1000 euro”. Ogni grande partito ci promette una somma mensile per superare la crisi.

Come minimo un reddito per tutti. Se ognuno ricevesse dei soldi senza lavorare, il mondo sarebbe migliore”. Così in copertina, un noto settimanale nostrano.

De Correspondent (Paesi Bassi) “Reddito di uguaglianza”; New Scientist (UK) “Un’utopia possibile” ; The Guardian (UK) “Lo Strumento migliore contro la povertà.”

Forse perché l’Europa si è trasformata in un inferno: oltre 14 milioni di disoccupati (Eurostat, gennaio 2018). E’ sacrosanto fare qualcosa.

Assicurare un reddito minimo a tutti, o a un livello sotto cui nessuno scenda, quando non può provvedere a se stesso, non soltanto è una protezione assolutamente legittima contro rischi comuni a tutti, ma è un compito necessario della Grande Società”. (1) 

Parole e musica dell’ economista Friedrich August von Hayek, secondo cui la Democrazia va esplicitamente condannata quando diventa “governo della maggioranza dotato di potere illimitato”, e va sostituita con la demarchia.

Un’assemblea di saggi ha il potere legislativo col compito di assicurare le libertà individuali a riparo da uno Stato ridotto al minimo; un’assemblea governativa deve curare e gestire interessi particolari.

Hayek si sente nemico dell’idea e dell’istituzione “Stato”,  ed elabora il concetto di “Grande Società”, che si affida solo all’iniziativa individuale, alla concorrenza e quindi alla competizione.

Proprio mentre i più grandi Paesi d’Europa si stanno confrontando sull’integrazione europea e sulla possibilità di dar vita ad una moneta unica, scrive un saggio non certo banale(2):  propone di abolire il monopolio governativo dell’offerta di moneta, e di lasciare che un sistema di banche private possa definirne quantità e valore sul mercato.

Strane analogie col sistema Euro.

Friedrich August von Hayek vince il premio Nobel per l’Economia (1974), ma soprattutto è il guru della Scuola di Chicago, guidata da Milton Friedman, proprio in quegli anni laboratorio del mondo che verrà. I suoi preziosi consigli albergano alla Casa Bianca e al n. 10 di Downing Street, ma anche alla Moneda.

Ronald Reagan, Margaret Thatcher e Augusto Pinochet faranno tesoro dei suoi insegnamenti. Al 2018, sono impressi ad inchiostro indelebile sull’agenda politica esecutiva della maggioranza dei governi del globo.

14 milioni di disoccupati in Europa: perchè l’istituzione di un “reddito di cittadinanza” è sponsorizzata dai principali media, nonché fatta propria dai principali partiti?

Semplice, ma crudo: nel sistema vigente, sopravvivere è consentito.

Non è consentito vivere grazie ad un lavoro adeguatamente retribuito e tutelato.

Visione opposta a quella di Friedrich August von Hayek: elemosinare euro a vecchi e nuovi poveri, purchè la pentola della disuguaglianza sociale non arrivi mai ad esplodere, mettendo a rischio il sistema stesso.

Meglio di niente”. E’ umano reagire così, il sistema lo sa. E’ lui che ti vuole schiavo e consumatore: così potrà continuare a venderti i suoi prodotti, e tu non potrai più dargli fastidio veramente.

Galleggiare nella precarietà, nell’attesa spasmodica dell’assegno di povertà, significa la sistematica esclusione politica e sociale delle fasce popolari, rese così emarginate e marginali.

 Eppure, nel testo della nostra Costituzione è scolpito il LAVORO DI CITTADINANZA:

Art.1)  L’Italia e` una Repubblica democratica, fondata sul lavoro.

 Art.3) E’ compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

 Art.4) La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, una attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società.

 Art.36) Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a se´ e alla famiglia un’esistenza libera e dignitosa.

Cerchiamo di farci ben sentire dai nostri rappresentanti, vecchi e nuovi. Occorre solamente volontà politica, o sarà troppo tardi.

Scegliere spetta a noi: reddito di cittadinanza o lavoro vero?


(1) Friedrich August von Hayek – Legge, Legislazione e libertà: Una nuova enunciazione dei principi liberali della giustizia e della economia politica (Law, Legislation and Liberty: A New Statement of the Liberal Principles of Justice and Political Economy), 1986

 (2) Friedrich August von Hayek – Denationalisation of Money: An Analysis of the Theory and Practice of Concurrent Currencies, 1976

 

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